sabato 29 novembre 2008

Pensierino del giorno...

domenica 23 novembre 2008

Malinconia

Oggi c'è stata la rimpatriata.
I vecchi amici, il pranzo insieme, i ricordi piacevoli dei "tempi andati", le risate di pancia, il ritrovare l'alchimia e la vera amicizia con persone per me importanti.

Ma anche la nostalgia di un periodo che non c'è più, il magone per aver rivisto foto e filmati con amici che ci hanno lasciato e con altre stupende persone che ho perso di vista.

Sto andando a dormire con il sorriso e con una lacrimuccia, e con l'animo pieno di emozioni e di sentimenti contrastanti tra di loro.

Avrò bisogno di qualche giorno per riuscire a riprendermi dalle forti emozioni di oggi.

venerdì 21 novembre 2008

Associazione Italia - Tibet


L'Associazione Italia-Tibet è un'organizzazione indipendente senza scopo di lucro che si propone di sostenere il lavoro del Dalai Lama e del suo governo in esilio, affinché al popolo tibetano venga riconosciuto il diritto all'autodeterminazione e siano garantite le fondamentali libertà civili.

Quest'anno ricorre il ventennale dalla fondazione.
In questi anni l'Associazione si è adoperata in un' opera di sensibilizzazione del "Problema Tibet" ad ogni livello politico,religioso e popolare con incontri,conferenze,manifestazioni varie oltre, naturalmente alle manifestazioni organizzate dalla Comunità Tibetana.
Con il costante aggiornamento del sito http://www.italiatibet.org/ si è certamente ampliato il numero di coloro che possono essere informati sulla reale situazione di un paese e di un popolo che soffre in patria ed in esilio.
Se siete interessati, è possibile effettuare l'iscrizione all'Associazione Italia - Tibet tramite versamento sul conto corrente postale n° 24313207 intestato ad "Associazione Italia-Tibet" o tramite bonifico bancario effettuato al seguente IBAN : IT 28 O 03069 09494 054437000187
(socio ordinario euro 50; famigliari di soci e studenti euro 25)

sabato 8 novembre 2008

La mia prima volta in Versilia


Estate 1991
Ero appena tornato in Italia dopo una vacanza-studio (...molta vacanza... pochissimo studio...) in Inghilterra e avevo già programmato di passare qualche giorno in Versilia con altri miei amici del Liceo.
Sfortunatamente il Ministero della Difesa decise di convocarmi a Genova per farmi fare la mitica visita di leva, e così mi toccò fare il viaggio da solo in treno e raggiungere i miei amici che erano già in Versilia da qualche giorno.

Nota introduttiva per farvi inquadrare il periodo storico e la situazione: all'epoca non c'erano ancora i cellulari, io avevo appena compiuto 18 anni da pochi mesi e non avevo la patente, e tutti i miei più cari amici erano più giovani di un anno rispetto a me.. e quindi anche loro a maggior ragione senza patente.

La sera prima della mia partenza per la Versilia ero rimasto telefonicamente d'accordo con i miei amici (in primis Marco e Gigi) che mi sarebbero venuti a prendere alla stazione all'ora convenuta.
Arrivo alla stazione di Querceta, che, per i non esperti del luogo, è distante parecchi chilometri da Forte dei Marmi, mi guardo intorno nella speranza di vedere i miei amici... nessuno all'orizzonte..
Nell'attesa mi si accende una lampadina: "ma come diavolo faranno a venirmi a prendere visto che nessuno ha la patente e che il campeggio è un bel po' lontano da qui???"

Non avevo finito questo pensiero che da lontano si vede arrivare un risciò a 4 posti... sì, proprio quello che i turisti affittano nei paesini di mare!
L'ideona! ("cos'è il genio? è fantasia, intuizione, colpo d'occhio e velocità di esecuzione...") i miei amici decisero di venirmi a prendere con un risciò, e la pensata fu studiata a tavolino, perchè decisero di prendere uno dei risciò più grandi, con addirittura lo spazio per mettere la mia valigia!
Li vidi arrivare e già mi stavo ammazzando dal ridere per la situazione: Gigi alla guida del potente mezzo, Marco navigatore, e Stefano sul sedile posteriore.
Incastro la mia valigia, mi siedo a fianco di Stefano e via! comincio a pedalare insieme a loro destinazione Forte dei Marmi e il campeggio.

Il viaggio in risciò fu qualcosa di epico, di leggendario.. iniziamo immediatamente a ridere e scherzare, a raccontarci i nostri ultimi aneddoti, io del periodo in Inghilterra e loro dei primi giorni di vacanza in Versilia.
Gigi il pilota era eccitatissimo per la situazione (il mio Dean Moriarty!), guardava a destra, a sinistra, in alto, in basso, ovunque tranne che dritto! E mi accorgo con qualche iniziale timore che il risciò si stava pericolosamente avvicinando al ciglio della strada.. boh, non mi preoccupo eccessivamente, adesso sicuramente Gigi riporterà il mezzo al centro della carreggiata.. e invece no.. ehmm.. il muro si avvicina sempre di più, e no cazzo... e allora urlo "Gigi, attento!!"
E Gigi, invece di guardare la strada, si gira verso di me e con il candore e l'innocenza dei bambini mi chiede: "che succede?"

S B A M , P A T A T R A C !!!

Il risciò va a sbattere rovinosamente contro il muro, disintegrandosi praticamente in tutto lato destro del telaio di ferro.
Per fortuna non ci siamo fatti quasi niente, anche se Marco riportò qualche livido alle gambe a causa dei quali da allora dovette interrompere una brillante carriera calcistica che, senza quell'incidente, l'avrebbe sicuramente portato a giocare nell'Inter di Mancini e di Mourinho.

Ora che facciamo? Il risciò è distrutto.. dobbiamo fare in modo di riuscire a ripararlo!

La seconda ideona della giornata! Vicino al luogo dell'incidente c'è un meccanico della Renault, vediamo se si riesce a far qualcosa!

Ecco la scena: immaginate 4 coglioni in pantaloncini su un risciò distrutto e ormai cigolante che entrano nel cortile del meccanico autorizzato Renault e che gli chiedono se può aggiustare in qualche modo il telaio di ferro del mezzo.
L'uomo è quantomeno stupefatto, cerca di far capire ai coglioni che lui si occupa di automobili, non è nè un ciclista nè un carpentiere, ed educatamente dice loro "sentite, se volete vi presto qualche utensile e provate voi ad aggiustarlo".

Ecco la soluzione, lo aggiustiamo noi! Gigi impugna un martello e ... SBAM SBAM SBAM SBAM... con dei potenti colpi di mazzuolo... non fa assolutamente nulla se non togliere la poca vernice che era ancora rimasta sul telaio del risciò.

Cazzo, non si è aggiustato proprio per niente! E adesso come facciamo a riportarlo in negozio senza farci sgamare?

Ed ecco la terza ideona della giornata, la super-idea che sicuramente risolverà tutti i nostri problemi: decidiamo di "camuffare" il risciò in modo che non si veda che è danneggiato... ci mettiamo d'impegno, prendiamo la mia valigia e la posizioniamo proprio davanti al telaio danneggiato, e così nessuno, ma proprio nessuno se ne accorgerà... figuriamoci se la padrona del negozio vedrà mai il danno con questo ingegnoso stratagemma...

Il negozio di noleggio biciclette e risciò di Valeriana Maggi era proprio sul lungomare di Forte dei Marmi; ora Valeriana non c'è più, probabilmente dopo lo shock di quel giorno ha deciso di chiudere baracca e baracchini (come dice un mio conoscente) trasferendosi in alta montagna e occupandosi di transumanza di bestiame.

Noi eravamo seriamente speranzosi, anzi proprio convintissimi di riuscire a farla franca, eravamo sicuri di gabbare Valeriana... avevamo anche studiato il piano: entrare nel cortile del negozio e parcheggiare subito il risciò dietro tutti gli altri, in modo da nasconderlo subito, uno di noi sarebbe andato a pagare mentre gli altri si sarebbero piazzati "a semicerchio" intorno al nostro risciò, e poi via, veloci fuori dal negozio.
Questo piano sicuramente avrebbe funzionato, d'altronde noi siamo più furbi di tutti!

Invece è andata così: eravamo distanti dal negozio ancora qualche centinaia di metri, e ci stavamo avvicinando con il nostro risciò sgangherato e tutto cigolante, quando all'improvviso da dentro il cortile si sente urlare "ma che avete fatto? l'avete tutto scassato, l'è quasi da buttà via!!!"
Ma porcocane, come cavolo hanno fatto a scoprirci? Il nostro era un piano praticamente perfetto!

Entriamo nel cortile e tra urla e improperi vari, alcuni dei quali irripetibili, Valeriana e i suoi collaboratori ci fanno un cazziatone memorabile.. ricordo solo la frase sconsolata di un omino che disse "e meno male che volevano il risciò da esposizione!"

Morale della favola: Gigi ha dovuto pagare a titolo di risarcimento danni una somma che non ricordo, ma sicuramente molto alta sia per l'epoca e sia per tutti noi che, a quel tempo, eravamo studenti squattrinati.

Questo post è dedicato a te, Gigi, che per anni sei stato più di un amico, quasi un fratello, e ti chiedo scusa anche a nome degli altri, dopo tutti questi anni, per non aver contribuito al pagamento del risciò.

Dove sei Gigi?