giovedì 29 gennaio 2009

Amore ai tempi della Guerra delle Lance...



Caramon e Tika si sedettero con la schiena appoggiata al tronco di un albero, entrambi i volti, per il momento, erano colmi di pace e di tranquillità. Tanis, nell'osservarli, li invidiò, chiedendosi se una simile pace avrebbe mai potuto essere sua. Si rivolse a Laurana che adesso sedeva dritta, con lo sguardo al di là dei cieli fiammeggianti, i suoi pensieri molto lontani.
"Laurana" le disse con voce incerta, ancor più esitante quando il suo bellissimo volto si girò verso di lui. "Laurana, una volta mi hai dato questo" tenne l'anello dorato nel palmo della mano, "prima che entrambi sapessimo cosa significava il vero amore, o un impegno. Adesso significa molto per me, Laurana. Nel sogno questo anello mi ha ricondotto indietro dall'oscurità dell'incubo, proprio come il nostro amore mi ha salvato dall'oscurità della mia stessa anima". Fece una pausa, avvertendo un acuto spasimo di rincrescimento già mentre parlava. "Vorrei tenerlo, Laurana, se tu vuoi ancora che sia io ad averlo. E vorrei darne uno da portare anche a te, così da fare il paio".
Laurana fissò l'anello per lunghi istanti senza parlare, poi lo sollevò dal palmo della mano di Tanis e, con un improvviso movimento, lo scagliò oltre il crinale. Tanis cacciò un rantolo, quasi balzando in piedi. L'anello sfavillò un attimo al rosso bagliore di Lunitari, poi scomparve nella tenebra.
"Immagino sia la tua risposta" disse Tanis. "Non posso biasimarti".
Laurana tornò a voltarsi verso di lui. La sua faccia era calma. "Quando ti ho dato quell'anello, Tanis, era il primo amore d'un cuore indisciplinato. Hai avuto ragione a restituirmelo, adesso lo capisco. Dovevo crescere, imparare cos'è il vero amore. Sono passata attraverso le fiamme e la tenebra, Tanis. Ho ucciso draghi. Ho pianto sopra il corpo di uno che amavo". Sospirò. "Sono stata un capo. Ho avuto responsabilità. Questo me l'ha detto Flint. Ma ho buttato via tutto. Sono caduta nella trappola di Kitiara. Mi sono resa conto, troppo tardi, di quanto superficiale fosse il mio amore. L'amore saldo e profondo di Riverwind e di Goldmoon ha portato speranza al mondo. Il nostro amore meschino è stato quasi sul punto di distruggerlo".
"Laurana" cominciò a dire Tanis, col cuore dolente.
La mano di Laurana si chiuse sulla sua.
"Zitto , un altro istante ancora" lei gli mormorò. "Ti amo, Tanis. Ti amo adesso, perchè ti capisco. Ti amo per la luce e per l'oscurità che sono in te. E' per questo che ho buttato via l'anello. Forse un giorno il nostro amore sarà una fondamenta abbastanza robusta su cui costruire. Forse un giorno ti darò un altro anello ed io accetterò il tuo. Ma non sarà un anello di foglie d'edera, Tanis".
"No", disse lui, sorridendo. Tese un braccio e le mise una mano sulla spalla, per attirarla vicino a sè. Scuotendo la testa, lei accennò a resistere. "Sarà un anello fatto per metà d'oro e metà d'acciaio". Tanis la strinse con maggior fermezza.
Laurana lo guardò negli occhi, sorrise e gli cedette, lasciandosi andare per riposarsi accanto a lui con la testa sulla sua spalla.
"Forse mi raderò" disse Tanis grattandosi la barba.
"Non farlo" mormorò Laurana, tirandosi il mantello di Tanis intorno alle spalle. "Mi ci sono abituata".
I Draghi del Crepuscolo d'Autunno
Margareth Weis - Tracy Hickman

martedì 27 gennaio 2009

Ancora Draghi...


Sono entrato nel mondo della Dragonlance quasi per caso, da ragazzino.
Le prime partite ad AD&D (che inizialmente non vedevo di buon occhio: "ma come cavolo ci si potrà mai divertire", mi dicevo, "a stare un'intera serata intorno ad un tavolo a tirare dei dadi?") mi videro nei panni di un goffo chierico di nome Prince Valiant, che morì ingloriosamente cadendo da un'alta torre e che nella caduta creò un cuscino di tiramisù nel vano ed estremo tentativo di evitare l'imminente sfracellamento al suolo.
Poi nacque Kalin Dalamar Shal-Arius, un potente mago dalle vesti rosse, che per qualche anno girovagò tra le pianure dell'Abanasinia in compagnia dei suoi amici Eric Tallow, Aarkon, Gizziko ed altri.
La compagnia cominciava le avventure in una grande tenda-padiglione, normalmente sorseggiando dei Martini con ghiaccio (e se il ghiaccio non era disponibile? Nessun problema, ci pensa Eric Tallow creando un'Ice Storm nel tendone!!), e si annunciava nei paesi sparando un paio di Fireballs, così, giusto per arrivare di soppiatto dal nemico...

In quegli anni, eravamo tutti ricchi di sogni, Piero mi fece conoscere il mondo della Dragonlance, il mondo di Krynn, e cominciò tutto in una vecchia locanda su un albero, cominciò tutto con un libro: "I Draghi del crepuscolo di autunno"...
Da allora quanti libri fantasy mi sarò divorato? Mah, in realtà non sono realmente appassionato del fantasy in generale, ma stravedo per la saga della Dragonlance... credo di aver letto una ventina di libri, buona parte scritti dagli inventori della saga, Margareth Weis e Tracy Hickman, ma anche, e devo dire purtroppo, altri libri scritti da pseudo-scrittori che si sono inventati una storia ambientata nel mondo di Krynn, combinando quasi sempre dei disastri... come definire altrimenti la trilogia di Jean Rabe? Ah sì, ecco la parola giusta: porcheria!

Ed eccomi qui adesso, ormai cresciuto, teoricamente più maturo degli anni del liceo, eppure ancora con un nuovo libro della saga tra le mani: gli autori sono ritornati nel mondo di Krynn e hanno scritto una nuova trilogia: "Le Cronahe Perdute", in cui narrano in modo approfondito alcuni episodi che avevano solo accennato nelle prime trilogie.
Il primo di questi libri "I Draghi degli Abissi dei Nani" è stato sicuramente all'altezza delle aspettative: in un attimo si sono nuovamente materializzati davanti ai miei occhi Tanis, Raistlin, Flint e tutti i compagni, l'avventura è stata piacevole e soprattutto, cosa non molto facile, la narrazione è sempre stata coerente con tutti i libri e si è "incastrata" alla perfezione all'interno dell'intera storia della saga.

Oggi ho cominciato il secondo libro: "I Draghi dei Signori dei Cieli", credo che me lo divorerò in pochissimo tempo!

Scusate, sono a metà di un capitolo!

giovedì 22 gennaio 2009

Signori: questa è una DONNA !

Se un extraterrestre domani venisse nel nostro mondo e volesse sapere cos'è una donna... beh, perdonatemi, ma QUESTA è una donna !!

Dana Matthews, 22 anni, vedette del Moulin Rouge a Parigi, è la prima ballerina del nuovo spettacolo di Piero Chiambretti su Italia 1.


lunedì 12 gennaio 2009

Inaugurazione della Chiesa di Cristo Re nel villaggio di Menou in Togo

Nel corso delle feste natalizie appena passate, il nostro don Pietro Strano è andato a Menou, in Togo, per partecipare alla consacrazione della Chiesa di Cristo Re, costruita anche grazie alla Parrocchia dell'Addolorata.

Qui potete trovare il video del discorso di Pietro.

domenica 11 gennaio 2009

Recensioni Culinarie - Peperoncino Rosso


Quando un mio amico mi ha detto che aveva aperto questo Ristorante, la mia prima reazione è stata di stupore: "Cosa?? Hanno aperto un Ristorante Messicano a Valmacca??", come se un Ristorante etnico fosse impossibile da concepire in un piccolo pasino.
Vabbè, vinciamo i pregiudizi e proviamo anche questo Ristorante, vediamo che succede!
E così, in una drammatica serata invernale a -9 gradi, con la strada scivolosissima per il ghiaccio, e per di più con una nebbia da paura, eccoci arrivare al "Peperoncino Rosso", nel centro di Valmacca.
Il Ristorante si presenta bene, classico arredamento di tutti i Ristoranti Messicani del mondo (ma in Messico, i ristoranti "originali" saranno davvero così??), decorazioni colorate, sombreri attaccati alle pareti, cactus finti, panche di legno, musichetta sudamericana di sottofondo, entriamo e ci accomodiamo al nostro tavolo.
La prima particolarità e che sul tavolo ci sono due piccoli contenitori di vetro pieni di peperoncini.
Subito ne assaggio una piccola puntina e la lingua comincia a urlare... Piero mi chiede se sono piccanti... "No Piero, non sono tanto piccanti... vai tranquillo, tu sei abituato ai peperoncini di tua mamma che sono molto peggio"; Piero allora se ne mangia uno intero.. colore delle orecchie di Piero in ordine cronologico: rosa, rosso geranio, rosso Tiziano, rosso pompeiano, fino al definitivo e letale rosso fuoco cadmio...
Il menù è ricco di piatti, ci metto un po' di tempo a scegliere, e nell'attesa ci arrivano delle tortillas con formaggio e con un paio di salse al pomodoro, una normale e la seconda un po' piccante.
Ordiniamo da bere... chupitos!!! Cosa??? Chupitos prima di cenare? E vabbè, consideriamolo un secondo aperitivo!!
Beviamo i chupitos e ordiniamo le pietanze, scelgo burritos e dopo qualche minuto mi arriva un bel piatto con due enormi burritos ripiene di chili, fagioli e pomodoro. Valutazione positiva, sia come quantità che come qualità.
Alcuni miei commensali fanno la mia stessa scelta e anche loro apprezzano il piatto. Piero al contrario ordina subito un filetto da 300 gr che viene divorato con gusto.
I piatti vengono innaffiati da una bevanda tipica del posto, sangria!
Ho ancora un piccolo buchino... posso mica non mangiare un piatto di carne argentina da 400 gr.?
Stavolta (tanto per cambiare...) ho esagerato: non riesco a finire la carne che, comunque, è buona, anche se mi tocca scartare alcuni pezzi veramente troppo grassi.
E il dolce? Ho preso una mousse di cioccolato, buona e gustosa.
Anche il prezzo è stato considerato onesto da tutti: 31 euro a testa.
Note negative: come detto la serata all'esterno era ghiacciata.. avrei preferito qualche grado in più all'interno e, soprattutto, che non ci fossero tutti quegli spifferi che mi hanno fatto venir voglia di salire presto in macchina e attaccare il riscaldamento al massimo.
Tutto sommato la valutazione è positiva, il Ristorante è ok per una cena tra amici, e la serata trascorsa mi ha fatto eliminare il pregiudizio di cui dicevo prima... e non mi stupirò più dell'apertura di un Ristorante Messicano in un piccolo paesino della pianura padana!