lunedì 9 novembre 2009

Sting e i California Roll

Q&A con Sting a Milano, 7 Novembre 2009

La mia affinità astrale con Sting è pressochè totale... ogni volta che viene in Italia e il fan club ha dei biglietti omaggio per andare ad assistere a suoi concerti o ad altri eventi esclusivi con lui, puntualmente il mio nominativo viene estratto.

La prima volta fu a dicembre del 2006: Sting fece un concerto ad inviti a Santa Maria delle Grazie.. serata fantastica e molto "mistica"..


Il concerto era in seguito alla pubblicazione dell'album "Songs from the labyrinth", nel quale Sting, sorprendendo tutti i suoi fans e tutti i media, canta canzoni di fine '500 accompagnandosi con il liuto... uno strumento che ha davvero poco a che fare con il Fender Jazz Bass con cui siamo abituati a vederlo nel corso di questi ultimi decenni!

Sul palco allestito nella chiesa, in questa atmosfera a metà tra una messa e un concerto pop, Sting, il suo maestro di liuto Edin Karamazov e un coro di bel canto, hanno dato vita ad un concerto completamente diverso da tutti quelli visti nella mia vita.

Prima dell'inizio del concerto era stato chiesto di non applaudire tra una canzone e l'altra, forse per non guastare l'atmosfera mistica... e noi abbiamo ubbidito come bravi bambini... fino a quando lo stesso Sting con un cenno del capo non ci ha invitati a farlo.

Quasi 3 anni dopo, grazie al mio culo galattico, sono stato nuovamente estratto per assistere ad un incontro aperto ai fan presso la sede del Corriere della Sera.

Il fan club, davvero molto efficiente, è riuscito a farsi riservare dei posti nelle prime file.. noi riusciamo ad andare in seconda fila, ad una distanza di pochissimi metri da Sting.

Un'ovazione della sala accoglie Sting al suo arrivo, alle 18,00 precise, in perfetto orario, e per un'ora il cantante Inglese si presta al fuoco di domande dei fans, alcune davvero molto intelligenti, altre ("ma è vero che vai a dormire nei boschi?") assolutamente evitabili.

Lui sempre molto simpatico e misurato, ha abilmente evitato di rispondere alla scottante domanda se la convivenza con Stewart Copeland sia stata davvero così tremenda, e ha deliziato il pubblico suonando "unplugged" con la chitarra due canzoni tratte dal nuovo album.

Una piccola parentesi su questo nuovo album: "If on a winter's night"(il cui titolo richiama il romanzo di Italo Calvino "Se in una notte d'inverno un viaggiatore") è una raccolta di canzoni tradizionali inglesi, più alcune canzoni inedite, che hanno tutte come filo conduttore l'inverno, la stagione preferita di Sting.

Per il momento non ho ancora ascoltato con attenzione queste canzoni e quindi non sono in grado di giudicarle con cognizione di causa... devo però ammettere che il primo impatto non è stato dei più positivi. Certo, è un album "difficile", non ha lo stesso appeal di un normale CD di musica Pop, e lo stesso Sting lo ha definito un album non ballabile, ma da ascoltare alla sera davanti al camino, ma le canzoni mi sono sembrate monotone e non accattivanti.

Però... dopo aver sentito Sting cantare dal vivo queste canzoni, tra l'altro con una "pulizia" della voce assolutamente perfetta, senza alcuna sbavatura, ho dovuto rivalutare la sua scelta di incidere un ennesimo album "anomalo" rispetto ai soliti standard pop.. l'emozione che ne è derivata è stata quasi da pelle d'oca.

Unica nota negativa della giornata: a fine intervista Sting è scappato come un razzo, non concedendosi minimamente ai fans... speravamo tutti di riuscire a tornare a casa con una foto con lui, o almeno con un autgrafo, e invece niente da fare.

Usciti dalla sala conferenze, l'idea era di continuare la serata milanese girando un po' per la città, ma purtroppo il tempo inclemente ci ha costretto a rivedere i nostri piani, e dopo un aperitivo in un bar della zona siamo andati a cena in un ristorante Giapponese.

Google Maps mi aveva già segnalato questo ristorante prima della partenza, e le foto sul sito mi avevano dato una certa fiducia.

Di persona il ristorante ha guadagnato molti punti, in particolare dopo aver assaggiato i loro California Roll... ragazzi, io non sono un espertissimo di sushi e di ristoranti Giapponesi, ma un po' ne ho girati, ma dei California così buoni non li ho mai mangiati in tutta la mia vita!!!

Giuro che non prendo alcun euro per questa segnalazione, ma se capitate a Milano andate a fare un giro allo Spaziosushi in via Anfiteatro, assaggiate i California Roll e poi fatemi sapere se ho torto!